NEWSLETTER

Lettori fissi- ISCRIVITI!

venerdì 22 giugno 2018

RECENSIONE "FLATLANDIA" di Edwin A. Abbott- #ADESSOSCRIVOIO

giugno 22, 2018 0 Comments
Buongiorno lettori! Oggi Irene ci parlerà di un libro che ha stimolato la sua curiosità, stiamo parlando di FLATLANDIA!

Titolo: Flatlandia, Racconto fantastico a più dimensioni

Autore: Edwin A. Abbott  (Regno Unito)

Casa Editrice: Gli Adelphi

Prezzo di copertina: 8,00€

Prima edizione: 1884

Genere: Romanzo fantastico - fantascientifico

Voto personale: 9/10



Un romanzo sulla scoperta, che incoraggia alla continua ricerca, al non fermarsi mai, al non accontentarsi. Questo, essenzialmente, l’insegnamento che Edwin Abbott vuole dare in “Flatlandia, Racconto fatastico a più dimensioni”. Un romanzo che vuole trasmettere la ribellione, anche verso quelle credenze prestabilite: l’autore spinge il lettore a non fermarsi alle convenzioni, a ricercare sempre di più, perché niente è davvero impossibile, anche se persino la nostra razionalità ci dice il contrario. La curiosità deve essere alla base della vita umana, deve essere il motore che spinge a dare sempre di più.

Il libro racconta la storia di un quadrato, confinato a vivere con le altre figure piane, in uno spazio dimensionale (chiamato, per l’appunto, Flatlandia, ovvero “paese del piano”). Questa figura, costretta a stare in prigione, trascrive le proprie memorie. La prima parte è strutturata come un vero e proprio trattato sul proprio mondo; in particolare, il quadrato descrive molto bene a noi abitanti della Spacelandia (“paese dello spazio”, quindi, a tre dimensioni) la struttura e la vita del proprio mondo. Illustra minuziosamente anche la struttura della società, che è fortemente gerarchia e intollerante verso tutti quei poligoni irregolari. Lo spunto narrativo di base è, pertanto, la geometria, ma certamente Flatlandia è ben più complessa di semplici poligoni e rette (le donne) che si muovono in uno spazio piano. Il quadrato ci descrive anche i problemi legati a questo loro mondo; per esempio, i vari poligoni non possono vedersi per intero, ma vedranno solamente delle linee, più lunghe o più corte a seconda della lunghezza del lato rivolto verso l’occhio di chi osserva (l’idea è quella di mettere varie figure piane su un tavolo e vederle mettendosi al loro stesso piano, quindi ponendo la visuale all’altezza del tavolo). Nella seconda parte, invece, il nostro quadrato inizierà un viaggio negli altri paesi a diverse dimensioni.

Come già detto, un quadrato è il protagonista. Nella Flatlandia è anche uno dei personaggi più privilegiati. Lo scalino più basso della società è occupato dalle donne, segmenti di retta, definite come totalmente emotive e prive di razionalità, da cui l’uomo si deve difendere, poiché, data la loro forma appuntita, non raramente capita che colpiscano gli altri abitanti, ferendoli o, addirittura, conducendoli alla morte. Un gradino più in alto ci sono i triangoli isosceli, che sono o militari o servi. Successivamente triangoli equilateri, poi i quadrati e i pentagoni. Insomma, l’idea è che più lati (tutti della stessa dimensione) un poligono abbia, più sia importante, fino ad arrivare a figure con talmente tanti lati da essere assimilabili a dei cerchi. Possiamo vedere questa società come una distopia, sul modello di quelle tipiche della seconda metà del 1900, in cui le regole, rigidissime, sono fatte per avvantaggiare quelle figure che sono già più in alto in questa scala sociale. All’apice di questa società non c’è un poligono in particolare, bensì la Natura, di cui si parla come fosse qualcosa di tangibile e che giustifica qualsiasi ingiustizia decisa, invece dall’oligarchia al potere.

Lo scopo del libro è non solo quello di intrattenimento, ma anche quello di istruire le basi della geometria, che appunto fanno da espediente narrativo nel raccontare la storia. Inoltre ha lo scopo più ampio di sviluppare la coscienza del lettore, preparandolo all’eventualità di una quarta dimensione, non percepibile né con l’intuito, né con la ragione. Chi conosce, un minimo, la teoria di Einstein potrebbe vedere in Abbott quasi un profeta; in realtà, già nel 1800 si parlava, seppur era il campo di esercitazione di ben pochi matematici, di una quarta dimensione ideologica. Abbott vuole mettere il lettore nella condizione di accettare una realtà non controllabile dai sensi. Per fare questo descrive un mondo bidimensionale, i cui abitanti non comprendono la terza, istintiva e normale per noi i privilegiati lettori abitanti della Spacelandia.

Lo stile di scrittura di Abbott è estremamente accessibile a tutti. “Flatlandia” non è rivolto solamente agli appassionati di matematica e geometria, ma suscita interesse anche in chi ha sempre visto con astio questa scienza. Non a caso, Abbott era un insegnante, e un erudito di materie umanistiche. Inoltre, è anche una lettura molto breve, che conta appena 150 pagine. 

Come, forse, si è potuto notare, ho apprezzato moltissimo questo romanzo (forse anche perché mi piace particolarmente lo studio della geometria in ambito teorico). Dopo aver letto il libro ho anche visto il film, che, però, non regge minimamente il confronto. Abbott riesce da solo a essere chiaro in tutto quello che spiega, servendosi, anche, di numerosi disegni. Lo consiglio moltissimo.

Vi lascio con una frase della prefazione, che introduce le memorie del triangolo:

“Nonostante tutto si augura che, presa nel suo insieme, la sua fatica possa rivelarsi stimolante quanto divertente per quegli abitanti della Spacelandia di animo modesto e moderato che quando parlano di argomenti della più alta importanza, ma al disopra della comune esperienza, da un lato si rifiutano di dire: «Questo non può essere», e dell’altro: «Dev’essere precisamente così, e ormai di ciò sappiamo tutto».”


Bibliofagia_Irene

lunedì 18 giugno 2018

REVIEW TOUR "LA CASA DELLE FARFALLE" di Silvia Montemurro

giugno 18, 2018 1 Comments
Buongiorno readers! Oggi la nostra contributors Angelica ci parla di una nuovissima uscita, "La casa delle farfalle" di Silvia Montemurro. Una storia che ha fatto breccia nel suo cuore!

La casa delle farfalle

Silvia Montemurro

Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 29/05/2018
Pagine: 361 p., Brossura
Prezzo: 15,72€

Un genere che è un mix tra il romanzo ed il mistero, “La casa delle farfalle” racchiude la storia di tre generazioni di donne diverse, le cui vite si legheranno indissolubilmente le une alle altre.
Dai tempi del fascismo in Italia ai giorni nostri, un unico filo conduttore legherà tutto: il farfallario, la casa dove vivono le farfalle, un luogo che sarà rifugio, riparo; che vedrà la rinascita di legami e ne creerà di nuovi.
Anita, la protagonista principale, vive a Colonia in Germania. Dopo un tragico evento, lascia il suo fidanzato Hans e torna in Italia, ad Ossuccio, a casa della nonna Lucrezia. Qui si sente attratta da tutto ciò che riguardava sua nonna, soprattutto la sua morbosa attrazione verso il mondo delle farfalle, tanto che in quella grande villa ogni stanza ne portava il nome di una.
Ciò che spinge di più Anita a curiosare sulla vita di Lucrezia è lo strano incontro con una bambina giapponese sulle sponde del lago di Como, su cui si affaccia la villa.
Dentro di sé sente che quella bambina ha qualcosa a che fare con la nonna.
Il mistero avvolge una fotografia che Anita trova, in cui è raffigurata sua nonna proprio con una bambina giapponese, molto simile a quella incontrata sul lago.
Da quel ritrovamento, per la protagonista inizia una vera e propria indagine che la porta a ripercorrere tutta la vita della nonna Lucrezia e della sua amica Maria ai tempi della resistenza dei partigiani, di sua madre Margherita e di tutto ciò che successe nella grande villa delle farfalle.
L’incontro con Filippo e sua figlia Yoko, dagli evidenti lineamenti orientali, inevitabilmente permette ad Anita di scoprire tutta la verità. Tutto è molto più grande della sua immaginazione ed Anita ne rimane piacevolmente sorpresa tanto da rivalutare il carattere burbero e solitario di sua nonna che si era indurito nel tempo a causa proprio di tutto ciò che le era successo.
L’inizio di tutto è infatti proprio una bambina giapponese arrivata improvvisamente nella grande villa delle farfalle nel 1943, quando Lucrezia era poco più che ventenne.
Tra leggende giapponesi e storie di vita reali, “La casa delle farfalle”, racchiude l’inizio di un amore clandestino, rapporti tra madri e figlie deteriorati dal tempo, legami di amicizia più forti anche della paura di essere uccisi e soprattutto racconta di donne forti e coraggiose, il cui duro carattere nasconde invece tanta fragilità.
La storia è originale e coinvolgente con i suoi misteri. Il fatto che la verità venga svelata passo dopo passo, ripercorrendo la vita di Lucrezia, dà quella voglia di continuare a leggere, divorando il libro senza accorgersene. Nonostante gli sbalzi temporali, nulla è lasciato al caso e, infatti, ogni riferimento al passato, oltre che meravigliosamente intenso, aiuta proprio a scoprire la vita di ogni personaggio e il suo evolversi nel corso del tempo, a partire proprio da Lucrezia.
Sembra quasi che infatti, la protagonista principale sia proprio lei, nonostante non sia più in vita e che dia ad Anita il compito di fare da tramite attraverso cui Lucrezia si racconta.
Maria, la migliore amica di Lucrezia, è poi il personaggio, anche se secondario, che ho amato di più. Ho ammirato il suo coraggio nella resistenza partigiana, la sua forza dopo la perdita di un amore ma soprattutto la sua fedeltà verso Lucrezia. Nonostante tutto, infatti le è rimasta sempre accanto, accettando anche i suoi errori, tenendo con sé i suoi segreti, anche quando Anita prova a farle dire la verità. Una donna che anche in vecchiaia è forte e fedele.
bruno mars love GIF
Le storie d’amore travagliate, difficili, tormentate sono coinvolgenti e anche se quasi tutte senza un lieto fine(attenzione spoiler!), portano tutte ad amori che non si dissolvono con il corso del tempo, ma perdurano anche oltre la morte.
Dalla Germania, al Giappone fino in Italia, ogni vita, ogni storia, ogni persona, seppur apparentemente estranea l’una all’altra, è collegata a tutto.
Il libro è pieno zeppo di colpi di scena che affascinano e qualche volta lasciano anche un pizzico di tristezza.
La descrizione dei luoghi ed i racconti storici legati ad essi, arricchiscono la storia così come la leggenda giapponese sulle farfalle bianche che affascina e attira verso una cultura ed un mondo del tutto diverso dal nostro.
Il finale, poi, è degno di qualsiasi romanzo d’amore che si rispetti.

Se volete lasciarvi coinvolgere da storie, leggende che si intrecciano con eventi reali e da amori intensi vi consiglio di leggere questo meraviglioso libro.

sabato 16 giugno 2018

REVIEW PARTY "IN OGNI STELLA NASCOSTA" di Vanessa Sobrero

giugno 16, 2018 0 Comments

Buongiorno readers! Oggi la nostra contributor Peggy ci parlerà, in occasione del review party, dell'ultimo romanzo di Vanessa Sobrero, In ogni stella nascosta. Una storia frizzante e romantica!


Titolo: In Ogni Stella Nascosta
Autore: Vanessa Sobrero
Genere: Romanzo rosa, commedia romantica
Data d'uscita: 28 maggio 2018
Numero pagine: 380
Prezzo cartaceo: 12,50 €
Prezzo ebook: 2,99 €



Trama
“Dietro il grigiore cittadino, Milano nasconde un cuore romantico e retrò come un film con Audrey Hepburn.
Cecilia lo scopre una sera d'autunno a una festa anni Cinquanta, dopo essersi trasferita in città per studiare alla NABA. È una ragazza dolce e ironica, inghiottita dalla monotonia universitaria.
Alex è il dj del Rockabilly Fest, un uomo adulto, arrogante, che rifugge le relazioni come fossero whisky scadente. 
Tra le strade di una Milano romantica, gonne a vita alta e musica rock and roll, riuscirà Cecilia a fare sciogliere il cuore testardo di Alex?”


About the author
Vanessa Sobrero nasce in provincia di Milano con un nome diverso, nel marzo 1993. E’ cresciuta a suon di Rock and Roll e Barbera ed è da sempre appassionata di fotografia. Ha viaggiato per gran parte dell’Europa, con qualche salto in America e India, ma Milano detiene un posto speciale nel suo cuore. Dopo aver conseguito il diploma al liceo linguistico, ha deciso di stravolgere la sua vita e ora sta studiando per conseguire la laurea in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano, sebbene il suo sogno sia quello di continuare a scrivere e viaggiare. Nel 2017 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio : Tra mille baci d’addio (Les Flaneurs Edizioni). Le sue storie racchiudono tutto ciò che ama: felini, alcol e musica; il tutto condito da una sana dose di ironia.



Io ho adorato e amato questo libro quando l’avevo letto su Wattpad già l’anno scorso e ora l’autrice ha revisionato la storia e aggiunto dei nuovi capitoli dal punto di vista di Alex, migliorandolo ulteriormente.
Ho avuto l’onore di leggerlo in anteprima per il Review Party, il libro è uscito  il 28 maggio 2018 in versione self su Amazon, “Ogni stella nascosta” di Vanessa Sobrero.
Amo la storia travagliata di Alex e Cecilia, lui uomo di 35 anni in carriera, spocchioso e come si suol dire “Don Giovanni”, affermato Dj e fondatore del Rockabilly Fest, portando in giro per locali di tutta Italia e anche Europa, la sua adorata musica anni 50’ e 60’; lei studentessa di 21 anni alla NABA di Milano,prossima alla laurea, dolce, solare, testarda, sognatrice.
Si incontreranno un venerdì sera,in una delle sereta di Alex, in cui è stata trascinata dalla sua migliore amica e coinquilina Letizia e da quel momento i due sono rimasti folgorati uno dall’altro, nonostante la sbornia di Alex. Da quel momento Cecilia cercherà in tutti i modi di farsi conoscere da Alex e inizierà la sua opera di convincimento dell’ottuso e vanitoso Alex nell’intraprendere una relazione.
“E anche se provavo a non pensarti eri ovunque. Eri in ogni canzone d’amore dei Beatles, sul fondo di ogni bicchiere di whisky, eri nella bellezza segreta di ogni città in cui viaggiavo”….
Tra di loro ci sono 13 anni di differenza per Cecilia fresca,frizzante,ironica,piena di vita,spensierata che cerca disperatamente di far capire ad Alex che non contano gli anni di differenza anagrafica,che può essere facilmente superata, ma per quella di vita; in quanto secondo Alex, Cecilia può essere ancora immatura,deve sperimentare ancora tanto nella vita prima di avere una relazione seria, ma la verità è che ad Alex spaventa l’amore e ciò che ne comporta avere una relazione seria,che non siano le sue solite “storie” occasionali come ha sempre avuto nel corso della sua vita.
“Non appena inizi a conoscerla,ti spacca il cuore e non ti riprendi da una cotta del genere”…
L’autrice ha delineato bene i caratteri di Alex e Cecilia e anche dei personaggi secondari di Letizia e Ale, rispettivamente Letizia la migliore amica di Cecilia e Ale il migliore amico di Alex e socio d’affari nel Rockabilly Fest.


“Milano non si faceva vedere, ti chiedeva di scoprirla, di assaggiarla, di camminare le sue strade fino a farsi conoscere, e io, anche se ancora non lo potevo sapere, ero pronta a conoscerla, a farmi male e ad amarla.”


Mi ha fatto innamorare di Milano, nonostante io non l’abbia ancora visitata, ma rimedierò a breve spero! Non ha descritto solo la città capitale della moda,del business, con i suoi gratta celi, e il Duomo mozzafiato, ma mi ha trasportato nei vicoli più nascosti ai turisti, sui Navigli, all’interno di giardini nascosti delle corti dei palazzi antichi.
La storia è davvero ben scritta,ironica,fluida,ben articolata e pur non essendo una fan del vintage o degli anni 50-60’, mi ha stregato con le descrizioni anche delle serata,abiti,acconciature.
Mi ha colpito positivamente come Vanessa descriva minuziosamente l'abigliamento, in particolare di Alex essendo un fissato di costosi abiti d’alta sartoria,ma anche i nomi specifici dei vari colori mi sembrava di sentir parlare Enzo Miccio!
La parte più romantica del libro è quando Alex porta Cecilia al Planetario di Milano a Porta Venezia dove si tiene lo spettacolo “Viaggio sulla Luna”, in cui vengono raccontati dei brani delle “Cosmicomiche” di Calvino, accompagnati dalle note di una bravissima arpista.
“Il compimento del mio sogno d’amore era durato solo quell’istante in cui eravamo congiunti roteando tra Terra e Luna;privato del suo terreno terrestre, il mio innamoramento ora non conosceva che la nostalgia straziante di ciò che ci mancava;un dove,un intorno,un prima, un poi. Questo era ciò che io provavo…”
“….. Era la notte e tutto stava solo cominciando…..”


Consiglio vivamente di leggerlo per chi vuole leggere qualcosa di originale e ben scritto e di essere trasportato a Milano sui Navigli di notte sulle note dei Beatles e di tanto whisky.
Nella classifica di gradimento di un libro se potessero esistere metterei 10 stelle.
Buona lettura


venerdì 15 giugno 2018

UN APERITIVO LETTERARIO CON ALESSIA GAZZOLA

giugno 15, 2018 0 Comments

Hello readers! Oggi un post super speciale!
Ho intenzione di aprire una sotto-rubrica a quella dell'intervista, ovvero, un aperitivo con l'autore. Nella sezione "aperitivo letterario" inserirò le interviste con autori best-sellers! E oggi iniziamo col botto...
L'autrice che abbiamo intervistato non ha bisogno di presentazioni! La nostra mitica siciliana, Alessia Gazzola, medico legale e scrittrice per passione... che poi per lei è diventato un vero e proprio lavoro... tradotta in decine di paesi, ha conquistato il cuore di milioni di lettori con i suoi romanzi in bilico tra i gialli e la commedia romantica, il giusto mix!
Vorrei precisare, prima di farvi leggere la nostra chiacchierata, che è davvero una persona super disponibile ed umile. Nonostante il suo enorme successo rimane una ragazza con i piedi per terra, "della porta accanto". E secondo me questo è un punto cardine necessario, che fa dell'autore una persona umana e speciale (per me non è affatto una componente da sottovalutare). Quando noto la disponibilità e la simpatia genuina di scrittori di un certo calibro, che potrebbero "montarsi la testa" ma non lo fanno, mi rende entusiasta. E' stato un onore per me!!
Spero che l'intervista vi piaccia. Ho una domanda per voi... qual'è il vostro libro preferito della Gazzola? Lasciate un commento qui sotto!


1. Ciao Alessia e benvenuta su Living among the books. I tuoi romanzi sono diventati dei bestsellers senza pari! Raccontaci un po' del tuo primo esordio. Come hai iniziato a scrivere?
Scrivevo da sempre, da quando ero alle scuole medie. Era il mio rifugio segreto. Prima dell'allieva scrivevo storie tipo chick lit, con eroine epigone di Bridget Jones e quando sono diventata una specializzanda in medicina legale ho avuto l'istinto di descrivere una protagonista frizzante con le sue problematiche lavorative e sentimentali, il tutto però condito dal giallo soft. L'allieva è stato anche il primo libro che ho provato a pubblicare, perché ho intravisto per la prima volta qualcosa di originale in quello che avevo fatto.

2. Definisci con una breve frase il tuo stile di scrittura. Consiglia a chi ancora non ti conosce (saranno davvero in pochi, eh) perché leggere una tua opera.
Non sono abile a propormi però ci provo. Più che una frase forse mi è più semplice usare delle tag: contemporaneo/ sentimentale/ commedia/ giallo classico. Credo che siano gli ingredienti principali della mia serie, un mix abbastanza articolato! Consiglio le mie storie a chi cerchi intrattenimento garbato, senza temi o immagini scioccanti, in cui il giallo non è prioritario bensì lo è la protagonista, Alice, e la sua lente attraverso cui osserva e racconta la realtà.

3. Quali sono gli ingredienti perfetti, secondo te, per la riuscita di una buona storia?
La sincerità dell'ispirazione prima di tutto. Costruire un mondo credibile. Divertirsi, perché diversamente non si divertiranno i lettori.

4. L'Allieva è una seguitissima serie TV di Rai 1 tratta dal tuo omonimo romanzo, come hai appreso che ci sarebbe stata la trasposizione cinematografica? Che emozioni hai provato, soprattutto nel conoscere gli attori?
La serie tv tratta dalla mia serie di romanzi resta una delle grandi gioie e fortune della mia vita. Ne sono entusiasta. Quando il progetto ha preso forma per me è stata un'emozione incredibile. Conoscere gli interpreti e visitare il set ha su di me un effetto quasi allucinogeno, è come se il mondo che ho immaginato prendesse forma all'improvviso. Alessandra e Lino sono persone deliziose e nei ruoli di Alice e Claudio sono assolutamente perfetti.

5. Quando eri una ragazzina avresti mai immaginato di diventare una scrittrice di successo? Quali erano i tuoi sogni nel cassetto nell'età adolescenziale?
Non lo avrei immaginato neanche nei miei sogni più ottimistici! Sono un tipo molto pragmatico e un po' pessimista. Da adolescente sognavo di resistere all'adolescenza, che per me non è stata semplice. Sono sempre stata troppo sensibile ed emotiva.

6. Hai mai attraversato il fantomatico "blocco dello scrittore"? Se è si, come sei riuscita a superarlo?
Non più di tanto, niente che una bella passeggiata non riuscisse a risolvere!

7. Cosa consigli a chi vorrebbe pubblicare un libro, ma non sa da dove iniziare?
Consiglio di coltivare un'idea originale, di avere modelli - certamente - ma di non essere emuli di qualcuno. È importante trovare la propria voce. Una volta pronto il manoscritto il mio consiglio è di sottoporlo a un'agenzia letteraria (ma una accreditata, eh!). Investire una piccola cifra per sapere se il proprio lavoro ha delle chance editoriali mi sembra molto saggio. Anche perché in caso positivo la stessa agenzia potrebbe aiutare l'esordiente a trovare un editore.

8. Se potessi descriverti con un personaggio delle tue storie quale sceglieresti e perché?
C'è un po' di me in molti personaggi. Non mi sono mai "autoritratta", neanche in Alice che erroneamente viene a volte considerata un mio alter ego. In realtà affido anche ad altri personaggi i miei pensieri e spesso le mie opinioni. Forse però, tra tutti i personaggi che ho inventato, in assoluto quello che sento più simile a me è Emma De Tessent di Non è la fine del mondo.

9. Qual'è il tuo angolino preferito per scrivere?
Nel tempo sono diventata molto abitudinaria e sedentaria. Scrivo bene solo nel mio studio, con il mio computer, attorniata dalle mie cose che mi infondono buone energie e buoni pensieri. Però le idee possono venire ovunque io mi trovi e quindi le traccio su un taccuino che porto sempre con me.

10. Cosa rappresenta per te il mondo della scrittura? Raccontaci un po' di Alessia.
La scrittura è una necessità. Al pari di quelle fisiologiche. Ognuno di noi sente di avere qualcosa che fa stare bene, meglio di qualunque altra al mondo. Chi lo sport, chi la cucina, chi il disegno... be' per me è la scrittura ed è sempre stato così, sin da quando ero alle medie. Molto semplicemente scrivere mi rende felice ed essere riuscita a farne il mio lavoro è una fortuna di cui non potrò mai smettere di essere grata.

mercoledì 13 giugno 2018

BLOGTOUR "IRON FLOWERS" - INTERVISTA A TRACY BANGHART

giugno 13, 2018 16 Comments


Buongiorno lettori! Ecco a voi l'ultima tappa del blogtour di IRON FLOWERS, il celebre romanzo di Tracy Banghart che ha conquistato il cuore di milioni di lettori!
Un fantasy imperdibile, romantico come The Selection. In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Nomi è testarda e indisciplinata. Serina è gentile e romantica, e sin da piccola è stata istruita per essere un esempio di femminilità, eleganza e sottomissione. Sono queste le doti richieste per diventare una Grazia, una delle mogli dell’erede al trono. Ma il giorno in cui le ragazze si recano nella capitale del Regno, pronte a conoscere il loro futuro, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché, contro ogni previsione, è proprio l’indomabile Nomi a essere scelta come compagna del principe, e non Serina. E mentre per Nomi inizia una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, sua sorella, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata sull’isola di Monte Rovina, un carcere di donne ribelli in cui, per sopravvivere, bisogna combattere e uccidere.

Vi anticipo già che c'è una sorpresina per voi... CURIOSI? Non vi resta che leggere l'intervista e sbirciare cosa abbiamo in serbo per voi a fine articolo!



INTERVISTA IN ITALIANO
1. Qual'è stata la tua fonte di ispirazione durante la stesura di Iron flowers?
Mi piace scrivere storie incentrate su personaggi femminili alla ricerca della loro indipendenza e della loro identità, che imparino a prendere il controllo delle proprie vite. Con IRON FLOWERS volevo esplorare quanto può essere diverso questo percorso per persone differenti per natura: Serina acquista sicurezza perché impara a sopravvivere, mentre Nomi si rende conto che non basta l’insoddisfazione per dare inizio al cambiamento. Quando ho scritto il romanzo vivevo alle Hawaii e il vulcano sulla Big Island mi ha ispirata: volevo assolutamente ambientare la mia storia su un’isola vulcanica!

2.I personaggi principali della storia sono due ragazze che proveranno a cambiare il loro destino. Credi nel potere femminile? Cosa pensi a riguardo?
Certo che credo nel girl power! Le donne sono ancora vittime di sessismo e misoginia, ovunque: sta a noi costringere il mondo a cambiare in meglio. Siamo forti, soprattutto quando rimaniamo unite.

3. Un pregio e un difetto di Serina e Nomi.
Ah, bella domanda! Credo che Serina sia troppo compiaciuta di sé ma anche che abbia una spina dorsale d’acciaio e la capacità di rialzarsi sempre, anche dopo il colpo più duro. Per quanto riguarda Nomi, penso sia troppo brusca e impulsiva ma anche che sia intelligente e molto, molto determinata.

4. Due buone ragioni per leggere "Iron flowers".
Tanto girl power. E un ballo in maschera!

5. Serina, accusata di tradimento per aver dimostrato di saper leggere, è condannata in una prigione/isola. Pensi che la lettura possa salvare le persone?
Assolutamente sì, sono convinta che la lettura sia una vera salvezza. Quando ero ragazzina ha salvato anche me! Potermi rifugiare in un libro quando ero spaventata, triste o annoiata, e trovare personaggi come me sulle pagine di un romanzo è stato molto importante per me. È ciò che mi ha spinta a diventare una scrittrice. Per questo penso che sia importante far uscire più libri con personaggi e storie diverse, perché tutti abbiano la possibilità di ritrovarsi sulle pagine di un libro. Può cambiarti la vita!

6. Quale lezione può darci la tua storia?
Prima di tutto spero che IRON FLOWERS porti divertimento ed emozione a chi lo legge. Spero che trasmetta a tutti il messaggio che quando le ragazze fanno le smorfiose o si ostacolano a vicenda, invece di collaborare, fanno il gioco della patriarchia. Quando ci sosteniamo a vicenda, invece, diventiamo molto più forti. Spero anche che faccia riflettere su come ci siano modi diversi di essere forti. Non devi necessariamente prendere qualcuno a pugni o disinnescare una bomba per essere un eroe: a volte per cambiare la vita di qualcuno bisogna lavorare sodo per imparare a fare bene qualcosa, essere gentili, tenere gli occhi aperti e denunciare le ingiustizie nel mondo.

7. Scriveresti libri di genere diverso? Per esempio horror e romanzi criminali?
Bella domanda... non lo so! Non ho niente in contrario a scrivere libri di altri generi, ma per ora sembra che mi vengano idee soprattutto per fantasy o fantascienza.

8. Se potessi descriverti con un libro quale sceglieresti?
Non so se il titolo mi descriva, ma On Fortune’s Wheel di Cynthia Voigt è stato il mio libro preferito quando ero ragazzina e credo che abbia influenzato molto il mio stile.

9. Qual'è il tuo posto preferito per leggere?
Amo leggere seduta all’ombra, all’aperto, nei giorni di sole. Quando vivevo alle Hawaii mi piaceva andare in spiaggia, sedermi all’ombra con un bel libro e ascoltare lo sciabordio delle onde. Non c’è niente di meglio!

10. Cosa rappresenta per te la scrittura? Raccontaci un po' di Tracy.
La scrittura per me è un modo di esplorare ciò che mi dispiace, mi turba, o mi rende felice. Ho scritto IRON FLOWERS perché ero infastidita dagli episodi di sessismo e misoginia che vedevo ogni giorno, e volevo scrivere la storia di ragazze capaci di sconfiggere questi atteggiamenti. Vedere Serina e Nomi che si facevano valere mi ha resa molto felice. Credo che scrivere, per me, sia un modo di prendere il controllo e affermare anche me stessa. 

Grazie di avermi chiesto questa intervista e per aver letto IRON FLOWERS. Spero che piaccia a te e ai tuoi lettori!



ENGLISH INTERVIEW

1.What is your source of inspiration during the writing of Iron flowers?

I love writing stories about female characters finding their own agency and learning to take control of their lives. With IRON FLOWERS, I wanted to explore how different this journey can look for different people: Serina gaining confidence in her ability to survive, and Nomi realizing that it takes more than dissatisfaction to stage a successful rebellion. Also, I was living in Hawaii while I wrote it and was so inspired by the volcano on the Big Island – I really wanted to write about a volcanic island!


2. The main characters of the story are two girls that will change their destiny. Do you believe in the female power? What do you think about this?
I do! I believe that women are still the victims of widespread sexism and misogyny, and that it’s up to us to force the world to change for the better. We are powerful, particularly when we work together.


3. A merit and a defect of Serina and Nomi.
Ooh. Good question. I think Serina is too complacent but also has a spine of steel and such an incredible resilience. For Nomi, I think she’s too rash and impulsive but also she’s smart and very, very determined.


4. Two good reasons to read "Iron flowers".
Lots of girl power. And a masquerade ball!


5. Serina, accused of treason for showed that she can read, is condemned in a prison/island. Do you think that reading could save people?
I absolutely think reading can save people. When I was a kid, reading saved my life. Being able to escape into a book when I was scared or upset or bored, seeing characters like me in the pages I read —reading was hugely important to me and the reason I became a writer. Which is why it’s so essential that we have more books with diverse characters and stories, so that everyone has a chance to see themselves and their experiences in the pages of a book. It can be life changing!


6.What lessons can give us your story?
Above all, I hope that readers of IRON FLOWERS are entertained and excited by the story. If they do take something away from it, hopefully it’s that girls being catty and competitive with each other, instead of working together, is just a way for the patriarchy to win. We’re all so much stronger when we support each other. And also, that there are different ways to be strong. You don’t have to be able to punch somebody or diffuse a bomb to be a hero—simply working hard to learn a new skill, or being kind to someone, or paying attention and calling out something you see that you know is wrong can make a difference in someone’s life.


7.Are you going to write books of different genres? For example, horror or crime stories?
I don’t know! That’s a good question. I’m not against writing other genres but for now most of my ideas seem to be fantasy or science fiction.


8.  If you could describe yourself with a book, what title would you say?
I’m not sure it really describes me, but On Fortune’s Wheel by Cynthia Voigt was my favorite book growing up and I think it influenced me a lot as a wrier.


9. What is your favorite place where read?
My favorite place to read is outside in the shade on a beautiful day. When I lived in Hawaii, I loved going to the beach, sitting in the shade with a good book, and listening to the waves crash. Really doesn’t get any better than that!


10.  What’s represent for you writing? Tell us a bit about Tracy.
For me, writing is often about exploring something that bothers me or something that makes me really, really happy. I wrote IRON FLOWERS because I was getting really annoyed by the daily sexism and misogyny I was seeing and wanted to write about girls overcoming that. And watching Serina and Nomi stand up for themselves made me really happy. I guess writing is sort of a way to take control and find my OWN agency. 


Thank you so much for inviting me to do this interview and for reading IRON FLOWERS. I hope you and your readers enjoy it!



Eccoci arrivati alla fine di questa meravigliosa intervista! Io adoro Tracy!
Bene... vi avevo parlato di una sorpresina....
IN PALIO CI SONO DUE COPIE CARTACEE (COPERTINA FLESSIBILE) DI IRON FLOWERS CHE CERCANO CASA!
Si, ma come partecipare???
  1. Iscriviti ai lettori fissi del blog.
  2. Lascia un commento riguardante la tappa.
  3. Seguimi su instagram @livingamongthebooks
IL GIVEAWAY SCADE GIORNO 16 GIUGNO, IL 17 CI SARA' L'ESTRAZIONE!
VI LASCIO I LINK DEGLI ALTRI BLOG PARTECIPANTI, COSI' POTETE ISCRIVERVI AI LORO BLOG E COMMENTARE LE LORO TAPPE!



LEGGI LA MIA INTERVISTA AD ANNA PREMOLI.

LEGGI LA MIA INTERVISTA AD ANNA PREMOLI.
Regina indiscussa del romance italiano.

INTERVISTA A JEANNE RYAN

INTERVISTA A JEANNE RYAN
AUTRICE DEL BESTSELLER NERVE

INTERVISTA A MARTIN RUA

INTERVISTA A MARTIN RUA
Autore de "La profezia del libro perduto" un grande thriller (prophetiae saga) edito da Neton Compton

CINEMA E SCI-FI

CINEMA E SCI-FI
I FILM FANTASCIENTIFICI CHE HANNO FATTO LA STORIA

Follow me @livingamongthebooks