Tutti cercano la metà perfetta, qualcuno di uguale a loro che li completi, la famosa metà della mela. E se fosse la persona più diversa da noi, quella che non si incastra alla perfezione, a essere giusta?
Sunday ha ventisei anni, vive nella periferia di Bristol e ambisce a diventare una fotografa di fama, esporre nella galleria d’arte più importante della città è il suo sogno, ma per adesso si occupa di piccoli eventi privati.
Birkir ha trent’anni, è islandese e nell’ultimo periodo ha collezionato debiti per trasformare la fattoria del nonno in un luxury hotel, ma rischia di rimanere solo una guesthouse se non troverà i soldi per riprendere i lavori e pagare i creditori.
Per entrambi la giusta occasione sembra essere un documentario che la BBC girerà in Islanda, con la collaborazione del più famoso editore di guide turistiche in Inghilterra.
Sunday e Birkir, oltre a questo, non hanno niente in comune: istintivo lui, perfezionista lei, fanno scintille fin dal primo incontro come due incastri sbagliati di un meccanismo che forse con un po’ di insistenza…
Buongiorno amici! Oggi iniziamo col botto, parlando del nuovo romanzo di Cinzia La Commare "La metà imperfetta".
Ho ancora qualche libro da smaltire per cui ho posticipato la lettura del libro, ma niente paura perché sarà protagonista di una delle puntate di #totrashwithlove, una rubrica su IGTV dove vi recensisco le commedie romantiche che più ho amato!
Così ho pensato, perché non ingannare l'attesa dando la possibilità a Cinzia di svelarci qualche curiosità sulla sua storia.
Quindi oggi faremo due chiacchiere con l'autrice.
Se ancora non la seguite su instagram ecco il suo account @cinzia_la_commare in modo da essere aggiornati sulle sue pubblicazioni.
1. “Tutti cercano la metà perfetta, qualcuno di uguale a loro che li completi, la famosa metà della mela. E se fosse la persona più diversa da noi, quella che non si incastra alla perfezione, a essere giusta?”Credi nell’altra metà della mela? Qual è la tua concezione dell’amore?
Credo nell’altra metà della mela, ma non è detto che debba
combaciare alla perfezione. Avere dei
punti in comune è sicuramente d’aiuto per incontrarsi,
avvicinarsi, ma si può essere attratti dalle
reciproche differenze. Dalle differenze si possono imparare
cose nuove, le differenze possono farti
vedere il mondo da altre prospettive, danno vita a dialoghi
stimolanti, servono per confrontarsi con
un altro modo di pensare. Le differenze a mio avviso completano la coppia, e non per forza quelle abissali ma anche le più piccole.
In quanto all’amore, sono fermamente convinta che l’amore
vero non soggiace a nessuna regola o
limite che ci poniamo. Possiamo anche provare a sfuggirgli,
ignorarlo, alla fine l’avrà sempre vinta. È
anche vero che c’è, secondo la mia opinione, una differenza
sostanziale tra innamoramento e
amore: il primo è quel periodo travolgente, l’inizio di una
relazione, dove te ne vai in giro con gli
occhi a forma di cuore e l’altro ti sembra la
rappresentazione della perfezione. In realtà con il
tempo scoprirai che ha un mucchio di difetti – li avete
entrambi – e se riesci ad amarli allora sei
approdato nella fase due: l’amore vero e proprio. Quello che
con buonissime probabilità durerà
tutta la vita.
2. Quando è nata questa storia e a cosa ti sei ispirata?
La metà imperfetta, la storia di Sunday e Birkir è nata ben
quattro anni fa in occasione degli europei
di calcio (citati appunto all’interno del romanzo). In quel
periodo non si faceva altro che parlare
della partecipazione dell’Islanda, dei risultati
sbalorditivi della squadra nazionale di calcio, anche di
quanto fossero fighi (consentimelo) i giocatori: biondi,
occhi di ghiaccio, fisici statuari, dei veri
vichinghi in pantaloncini e calzettoni. Uno di loro mi colpì
più di altri, il suo nome è appunto Birkir
(ho dato un patronimico diverso al protagonista del libro di
proposito), cominciai a fantasticare
sulla possibilità di scrivere un romanzo con un protagonista
islandese e da lì partirono le prime
ricerche sulla nazione della quale mi sono innamorata perdutamente
passo dopo passo. Ho
scoperto una cultura davvero interessante, luoghi magici,
leggende incredibili: tutti elementi degni
per un documentario, ed ecco che prendeva vita anche il
personaggio femminile. Sunday! Il resto
della trama è venuto da sé, con i personaggi secondari, i
dettagli, fino al finale.
Ho avuto bisogno di molti, lunghi mesi di studio per
raccontare questa storia e l’Islanda così come
la stanno leggendo i lettori.
3. Un pregio e un difetto di Birkir, il protagonista
maschile.
Birkir è irriverente, a tratti molto sfrontato, testardo e
conservatore e fiero come lo sono gran parte
degli islandesi. È legato alla sua terra ma ha anche una
mentalità aperta, più di un qualsiasi
europeo, è spavaldo ma anche protettivo. Quasi tutti gli
elementi del suo carattere possono essere
considerati pregi o difetti, a seconda delle situazioni in
cui emergono.
Beh, poi è indubbiamente sexy!
4. Ma parliamo invece della protagonista femminile, Sunday. In una scala da 1 a 5 in quanto ti rivedi in lei e perché.
Onestamente? Mi rivedo sempre un pochino in ognuno dei miei
personaggi, maschio o femminili
che siano, anche solo per un aneddoto della loro vita che in
qualche modo mi riguarda. In una
battuta, in un pensiero, in qualcosa che gli piace o non gli
piace.
Sunday forse è un po’ troppo disponibile con le persone
sbagliate, come lo sono stata io in passato,
è un pochino impacciata come me con una persona che non
conosce bene o dalla quale è attratta.
È una sognatrice e ama le materie artistiche, come me, ma
tende a essere fin troppo autocritica e in
questo siamo identiche.
5. Il personaggio secondario che più hai amato.
Questa è difficile! In realtà ho amato moltissimo Lake, il
fratello di Sunday ma anche Harpa la
sorella di Birkir. E come non amare la strampalata Johanna?
Senza dubbio la palma d’oro per il
personaggio secondario più trash del libro va a lei!
6. Ci racconti qualche aneddoto legato alla stesura de La
metà imperfetta?
Di aneddoti ce ne sarebbero parecchi. Ma il più assurdo è
anche parecchio inquietante! Non è un
argomento divertente, ha causato tanto dolore, perdite, ma
volendo alleggerire per un momento la
questione credo di aver predetto in tempi non sospetti la
pandemia! Nel primissimo capitolo del
libro ho scritto: Quando saliamo mi investe l’evidenza che
viaggeremo in piedi stipati a pressione, passandoci i
bacilli come fossimo qui apposta per dare una mano al
prossimo virus influenzale perché si diffonda in fretta e ci
alletti tutti, nella migliore delle ipotesi.
Era molto prima che tutto si verificasse, ma ho riletto
questo paragrafo in pieno lockdown e ci sono
rimasta di sasso. Poi ci sono diverse curiosità che
riguardano “La metà imperfetta”, credo che ve ne
parlerò in modo esaustivo sui social. Appena avrò un’illuminazione
su quale possa essere questo
modo esaustivo!
7. E per la serie “benvenuti a media shopping” due buone
ragioni per leggere La metà imperfetta.
Ah, è arrivato il momento temutissimo dagli autori vedo! A
parte gli scherzi, se avete voglia di
leggere un romanzo ironico ma anche riflessivo, sensuale ma
anche romantico, se volete fare un bel
viaggio virtuale in Islanda ma soprattutto se la trama
stuzzica la vostra curiosità allora leggete “la
metà imperfetta”. (Faccio pena come venditore. Su Media
Shopping non mi prenderebbero mai
nemmeno per la scopa che cambia “il nostro modo di scopare”.
Cito testualmente! Sono scioccata
dal giorno in cui l’ho sentito in tv).
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