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EDOUARD E BERTHE, UN AMORE IMPOSSIBILE - Le pillole d'arte di Martina Casati

Le pillole d’arte di Martina Casati

Edouard e Berthe, un amore impossibile

Ciao dolci pilloline! Oggi ho gli occhi pieni di cuoricini: sono felice perché proprio in questo momento arriva nelle librerie un libro nuovissimo che mi sta molto a cuore: 10 cose da sapere sull’arte contemporanea (Newton Compton). E così ho deciso che vi racconterò una storia d’amore.



Lui è il pittore che ha rivoluzionato la pittura e che ha dato l’avvio (ma se ne è sempre chiamato fuori) a tutto il movimento impressionista. Lei una pittrice impressionista deliziosa, delicata. E bellissima. Lui è Edouard Manet, quello che alla fine dell’800 sbatteva il colore sulla tela come avrebbe fatto de Kooning cinquant’anni dopo, rivoluzionando il mondo (provate a guardare da vicino il suo nero o qualche sua natura morta e ne avrete la conferma). Lei è Berthe Morisot. Avrebbe dipinto giardini e donne per tutta la vita, ma sfarinando il bianco come nessuno aveva mai fatto prima.
Si incontrano per caso, al Louvre. Manet è già famoso (e avvolto da un’aura scandalosa) per quel Déjeuner sur l’herbe in cui due borghesi siedono nel prato con due donne nude e soprattutto per Olympia, prostituta dalla pelle cadaverica e dallo sguardo lascivo semisdraiata come una venere antica, ma lussuriosa come una peccatrice moderna. In quel momento Berthe si trova al Louvre perché ama la pittura, e insieme alla sorella fa copie dal vero di dipinti antichi.
Lei rappresenta l’esatto contrario rispetto alla donna che all’epoca va di moda a Parigi: non ha seni bianchi e burrosi, lunghi boccoli biondi e lineamenti da bambino, come le fanciulle che animavano i dipinti di Renoir. Tutt’altro: Berthe è una bellezza moderna, a metà tra Cindy Crawford e Kasia Smutniak, con il fisico sottile e ossuto, la mascella ben disegnata, una massa di capelli corvini e occhi neri che sembrano bruciare l’interlocutore.
Manet resta folgorato. Subito le chiede di fargli da modella, e inizia tra loro quel rapporto che ha segnato molte delle coppie dell’arte, in cui uno guarda lavorare l’altro, si ispira, impara. Manet è già un mostro sacro, e lei da lui imparerà moltissimo. Ma soprattutto si innamorerà perdutamente. Lei non è, come la modella di Olympia, Victorine Meurent, una ragazza di strada. Berthe è una figlia dell’alta borghesia destinata a un ottimo matrimonio… e Edouard è già sposato.
Lui la ritrarrà in alcuni dei suoi capolavori, tra cui il gigantesco Balcone, dove lei – quasi a grandezza naturale – scruta l’orizzonte con aria sognante. Ne adorerà i lineamenti e la bellezza selvaggia, e l’amerà attraverso quel suo pennello sopraffino, facendole ritratti incantevoli e pieni di sensualità sussurrata.

Ma le convenzioni borghesi sono dure da sconfiggere.
Dopo l’ultimo ritratto, del 1873, in cui lei porta il lutto per la morte del padre, Berthe non poserà mai più per Manet. Darà l’addio al suo sogno d’amore e sposerà, l’anno dopo, il fratello di Edouard, Eugène. Uomo avvenente, ma lontanissimo dal possedere il fuoco che divorava l’artista e che Berthe non avrebbe mai dimenticato.

Martina Casati è la protagonista di Arte, amore e altri guai, di Alessandra Redaelli, Newton Compton Editori, Roma 2017. Per Newton Compton, Alessandra Redaelli ha scritto anche i

saggi Keep Calm e impara a capire l’arte (2015), I segreti dell’arte moderna e contemporanea (2016) e 10 cose da sapere sull’arte contemporanea (2018).