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sabato 10 marzo 2018

# #intervista

INTERVISTA A YVONNE DI MARTINA - "Gunther Von Hagens e la fine dell'esperienza estetica"

Hello readers! Come state? Purtroppo in questo fine settimana sarò assente, in quanto sono impegnata nella festa dei "cento giorni alla maturità" e una ventina di ragazzi in villetta, segregati due giorni, non combinano nulla di buono ahaha (Giuro che sarò sobria).
Visto che non voglio abbandonarvi, questo weekend vi lascio con l'intervista alla carinissima Yvonne DiMartina, insieme abbiamo parlato di scrittura, lettura e del suo libro "Gunther Von Hagens e la fine dell'esperienza estetica". Una ragazza giovanissima, con un grande talento e tanta, tanta voglia di fare. Non mi resta che augurarle il meglio. Venite a scoprire con noi la sua Arte e la sua storia!
Ecco la nostra chiacchierata!


1. Sei giovanissima e ti sei già buttata nel mondo della scrittura. Cosa rappresenta per te scrivere?
Ho iniziato a scrivere all'età di 8/9 anni. Ho amato da subito leggere e scoprire nuove storie. La passione per la scrittura è nata quasi subito aver imparato a leggere abbastanza fluentemente. I miei primi libri/quaderni sono nati un'estate: eravamo a circa 7 km dalla città, in una villa gigantesca in cui trascorrevamo i mesi estivi, ed una volta terminati i miei 3/4 libri non sapevo dove e come leggere altre storie. Così, bambina com'ero, decisi di scriverle da me.

2. Qual'è la tua più grande fonte di ispirazione?
Ho sempre letto vari autori e vari libri, senza mai focalizzarmi sulle storie personali degli autori e sul cosa gli avesse spinti a scegliere la via della carta stampata e sporca di inchiostro piuttosto che un'altra. Ma negli ultimi due anni, a seguito di un periodaccio, decisi di leggere i libri di Harry Potter, il maghetto più famoso di sempre dopo Oz. Non ho solo scoperto quanto meravigliosi fossero quei testi a differenza dei film, coi quali sono cresciuta, ma conobbi anche il profilo dell'autrice, che per secoli era rimasta, nella mia mente, la mamma di Harry Potter. Scoprì che dietro quel sorriso dolce e gentile, dietro i capelli biondi, e l'elenganza eterna, esisteva una donna che aveva sofferto. E nelle sue sofferenze ritrovai una parte di me che in quel momento non riuscivo a consolare. Ed ecco che se nella vita ho un modello, un'ispirazione, è lei.

3. Nel tuo libro affronti un tema particolare: il bello. Come ricollegheresti questo concetto ai giovani di oggi e alle loro abitudini?
Sono secoli, penso, che si sente sempre dire che la bellezza sia un fattore totalmente soggettivo. Ma purtroppo più si va avanti più si dimentica dei veri e sani principi secondo la quale "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace". Nel mio libro la bellezza viene completamente messa da parte per fare spazio al brutto nel senso più largo e straordinario del termine. Perchè, a volte, soprattutto i giovanissimi, mettono in primo piano una bellezza finta a discapito di qualche difetto, che viene declassato a brutto, ma che in sostanza rappresenta la verità, la vera essenza delle cose.

4. Un altro tema importante è sicuramente l'arte. Che rapporto hai con quest'ultima?
Sono nata in una famiglia che mangiava arte, respirava arte, sognava arte, era arte. In casa mia sono sempre esistite matite colorate, fogli, album da disegno, acquerelli e quadri. Ho studiato l'arte sempre col fascino della scoperta, della curiosità e mi sono sempre innamorata. All'università venni a contatto con una disciplina completamente nuova per me, che ha segnato moltissimo la mia vita, l'Estetica della Comunicazione. Ovvero il modo in cui la gente comunica la propria essenza tramite l'arte. Arte che può essere, non solo pittura, scultura o architettura, ma anche l'arte del corpo, del vestirsi, del fare della propria pelle, del proprio essere, una tela attraverso la quale mettere in relazione in mondo soggettivo con quello oggettivo, e viceversa.

5. Se potessi descriverti con un dipinto quale sceglieresti e perché?
Amo tantissimo la pittura, la preferisco senza dubbio alla scultura. Se dovessi scegliere un quadro per rappresentare la mia personalità singola e riservata direi senza ombra di dubbi "La ragazza con l'orecchino di perla" di Vermeer.

6. Il brutto e l'orrido. Due parole chiave del tuo testo. Che definizione daresti a queste due parole?
Come già detto precedentemente, nel mio libro i protagonisti sono il brutto e l'orrido, che sono sempre considerati sotto un punto di vista negativo. Nel mio testo in realtà questa negatività viene totalmente abbandonata e questi due aggettivi vengono associati alla continua ricerca della verità. Verità che non si cela più nel velare ciò che risulta poco piacevole, o banalmente bello, ma verità che si mostra solo quando la si accetta con tutti i difetti e le negatività che essa possiede.

7 Consigliaci con una breve frase perché leggere Gunther Von Hagens e la fine dell'esperienza estetica.
7- Gunther von Hagens, o meglio conosciuto come Dr Morte, colui il quale fa del corpo umano una statua, la forma più alta d'arte, la forma più esplicativa del "sublime", la forma più accappona pelle di scoperta di sè stessi.

8. Scriverai altri libri? Magari un romanzo o un noir?
Sicuramente si. Ho già in mente dei progetti. Ma non voglio anticiparvi nulla.


Ne approfitto per ringraziare Living Among the Books per avermi dato voce e a voi lettori per avermi letto/ascoltato.
Per info sull'acquisto del mio libro contattatemi tramite instagram al thisisyvonne_ o via mail al vivydimar@gmail.com.

1 commento:

  1. Una giovane promessa italiana, che fa intravedere un pezzo della sua anima e del suo vissuto nella scelta della sua opera. Dalla morte può nascere la vita, dal brutto il bello, dalla sofferenza il piacere in questo caso rappresentato dall'arte di scrivere. Come ha spiegato, tutto può diventare arte, sono certo che sentiremo molto parlare di lei.

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