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giovedì 24 agosto 2017

# THURSDAY IN BOOKS CON PAOLO

THURSDAY IN BOOKS #3 (Mid-Year Freak Out)

Buongiorno readers! Non vi sarete mica dimenticati il nostro appuntamento settimanale con Paolo Costa (?) Questo giovedì parleremo del "Mid-Year Freak Out" siete curiosi di sapere di cosa si tratta? Bene, leggete l'articolo e lasciate un commento qui sotto con tutte le vostre curiosità/apprezzamenti :)


È novità degli ultimi giorni il “Mid-Year Freak Out”, fenomeno che vede protagonisti i booktuber e bookblogger, e che li spinge a fare un semplice bilancio dei libri che hanno acquistato e letto in questa prima metà del 2017.
Non sono un blogger, né uno youtuber grazie a Dio (vi risparmio la mia brutta faccia), ma vedere i loro video e sentire le loro riflessioni mi ha fatto scattare qualcosa dentro, che è covata nel mio cuore già da un paio di mesi e che finalmente sto accettando poco a poco.
Il mio modo di leggere e i miei gusti sono cambiati. Inutile negarlo, allontanarmi da quest'idea o rifletterci terrorizzato. È così ed è normale per tutti. Capiterà anche a voi, prima o poi, ma non abbiate fretta: leggere è sempre bello anche quando le cose cambiano.
E così, mi piazzo davanti alla mia libreria, corredata di lucine (che ho rubato dall'albero di Natale dello scorso anno) e comincio a riflettere e scrivere per voi.
Ecco cos'è cambiato in questi primi otto mesi “librosi” del 2017.

1. Dalla carta ai pixel... Che?!
Esatto, miei cari lettori, la mia reazione è stata esattamente questa quando mi sono accorto di aver letto più libri in digitale che in cartaceo, quest'anno. Un grosso, enorme “CHE?!” urlato a squarciagola davanti agli scaffali di legno della libreria, con il mio ormai fedele Kobo tra le mani.
Eppure è stato necessario, ma non doloroso.
L'università ha richiesto un sacco di impegno, soprattutto dal punto di vista economico, con il dover mantenere una casa lontano dalla mia città e col dover pagare a caro prezzo le tasse universitarie, solo per seguire la mia passione e il mio sogno.
Ho perso di vista l'obiettivo di arricchire la mia libreria personale, lasciando stare per qualche mese il formato cartaceo e concentrandomi sul comprare esclusivamente in digitale, anche grazie alle fantastiche offerte di case editrici come la Newton Compton e la Leggereditore/Fanucci Editore.
E così, ho avuto l'occasione di recuperare le grandi saghe che mi mancavano e di cui vi parlerò dopo, perché ci sarà molto di cui parlare.
Tirando le somme su questo argomento, posso ritenermi soddisfatto, perché il mio Kobo si è rivelato più che comodo e utile, facendomi compagnia praticamente ovunque all'università, tra lezioni e pause pranzo e continui viaggi in autobus.
E pensare che avevo paura di non abituarmici, quando adesso non ne farei più a meno.

2. Chi non muore si rivede, dicono.
Con la piccola parentesi di prima sulla lettura in digitale, introduco anche questo argomento, ossia le seconde occasioni date a libri e autori che anni fa non mi hanno affatto convinto.
Quest'anno sono riuscito finalmente a pareggiare i conti con un'autrice che il mondo intero venera e adora, mentre io restavo indifferente e storcevo il naso davanti ad ogni singola pagina. Sto parlando di Jennifer Armentrout, autrice pluri-premiata e con all'attivo un sacco di saghe e romanzi autoconclusivi.
Non ho mai avuto un bel rapporto con i romanzi di quest'autrice, sin da quando la Giunti decise di pubblicare “Obsidian”, il primo volume della saga Lux. Confesso che lo divorai per il semplice fatto che era una lettura scorrevole, ma non riuscì ad appassionarmi né intrigarmi, e lo trovai fin troppo simile a Twilight ma con qualche aggiunta che, personalmente, ho trovato semplicemente stupida. Giunto alle prime pagine di “Onyx”, il seguito, decisi che la saga non rientrava affatto nelle mie corde.
Parecchio tempo dopo, tornai a dare a quest'autrice un'occasione, leggendo la saga in inglese (consapevole dei tagli fatti nell'edizione italiana). La trovai carina ma rimasi nel mio parere: troppo simile a Twilight, e troppo poco coinvolgente per me.
Quest'anno ho deciso di legarmici definitivamente o spazzare via qualsiasi tentativo futuro: mi immersi nella lettura della serie Covenant e della trilogia Dark Elements.
La prima mi è parsa una brutta copia di Vampire Academy, con qualche aggiunta geniale, ma l'ho comunque apprezzata perché è riuscita a staccarsi e trovare vita propria, appassionandomi ad un certo punto. La seconda è stata una trilogia innovativa che è riuscita a prendermi, nonostante qualche momento di incertezza e scene totalmente inutili, ma ho acquistato tutti e tre i volumi assieme e non me ne sono pentito.
Sono dunque soddisfatto di aver dato una seconda occasione a quest'autrice, così come sono soddisfatto di aver finalmente letto “Paranormalmente”, un libro che avevo interrotto nel 2012 perché troppo preso dal godermi l'estate pienamente. È stata una piacevole sorpresa e una lettura fresca e innovativa, che forse soltanto adesso avrei potuto apprezzare pienamente.
Sarà che sono un po' più maturo ora? Chissà!
3. Salti di qualità! Hoplà!
E si ritorna a parlare di università, adesso.
Frequentare il corso di Lingue e Letterature Straniere mi ha permesso di aprire la mente ancor più di prima, e lasciarmi trasportare da culture e letterature totalmente diverse da quelle a cui sono abituato, staccandomi dai libri puramente italiani o americani per andarmi ad immergere in nuove realtà.
Onestamente sono contento che questa cosa stia succedendo adesso, perché sono sicuro che il me stesso di un paio d'anni fa non avrebbe apprezzato pienamente questo cambiamento, immerso com'era nell'amare soltanto la letteratura inglese e americana.
Ho scoperto generi letterari che non avevo mai valutato e, anche se forzatamente, mi sono ritrovato a leggere libri appassionanti (necessari a dare un'esame).
Certo, per un ragazzo abituato ai grandi classici alternati ai libri per ragazzi e alle storie d'amore adolescenziali, è stato un cambiamento molto drastico, ma l'ho saputo affrontare con una maturità magistrale e ne sono soddisfatto!

4. Occhio critico al passato (non di pomodoro)!
Guardando la mia libreria adesso, mi rendo conto che ci sono libri che anni fa ho letteralmente venerato, e che adesso sono stati sostituiti da letture decisamente più mature e migliori. Vedo l'intera trilogia di “Divergent” accanto a quella di “Hunger Games”, e non posso fare a meno di riflettere su quanto io abbia amato la prima, mentre con la seconda ho avuto pareri confusi e contrastanti.
E adesso guardo la saga di “Regina Rossa”, scintillante e splendida lì accanto a loro, e non posso fare a meno di pensare a quanto sia nettamente superiore ad entrambe le trilogie messe assieme, sebbene ne riprenda qualche concetto ed anche qualche scena. Victoria Aveyard è stata bravissima a sviluppare una storia che, onestamente, non smetterà di farsi strada nel mio cuore ogni volta che la leggo e rileggo, sfogliandone le pagine con amore.
Guardo vecchi libri, a tratti infantili, come la saga di “Giovani Carine e Bugiarde”, e poi accanto vedo thriller allucinanti come “Battle Royale”, “La Ragazza che Sapeva Troppo” e “American Gods”.
Non posso far altro che scuotere la testa e accettare l'innegabile fatto che sì, sono cambiato e sono cresciuto, e forse è anche ora che io impari ad aprire la mente (e il portafogli) a letture di ogni genere e di ogni target, senza limitarmi a leggere recensioni sul web, ma affrontando qualsiasi lettura con un parere tutto mio.
5. L'amore a vent'anni (ahimè).
Dulcis in fundo, dopo tremila discorsi sul cambio di genere e il totale distacco dai libri del passato, eccomi a parlare di un target che finora avevo soltanto evitato e disprezzato, forse perché ancora impreparato ad accettare il fatto che ho finito la mia “teen age” e che dovrei provare a leggere altro. Sto parlando dei new adult, sì.
Ho letto una sfilza di romance, dark, erotic e chi più ne ha più ne metta. E mi sono piaciuti davvero un sacco, ed ora vado a prendermi a schiaffi per aver confessato questa cosa al mondo intero.
I libri scritti da Colleen Hoover sono quelli che, più di tutti, si sono fatti strada nel mio cuore e nella mia libreria, e non ho potuto fare a meno di comprarli nonostante io li abbia letti tutti in digitale. Quest'autrice è un genio e sa benissimo come entrare nel cuore dei lettori, a suon di baci piccanti e protagonisti irriverenti.
Un'altra autrice che ho amato è stata Elle Kennedy, con la sua serie Off Campus, divertente e frizzante, mi ha fatto ridere ma anche emozionare per gli argomenti trattati non troppo pesantemente, ma nel giusto.
Di dark/suspense sto seguendo soltanto i romanzi di Nicole Teso, che tra l'altro è una mia grande amica, ma devo dire che ho in libreria “Senza Nessun Segreto” e non vedo l'ora di leggerlo, perché ho amato il modo in cui mi fanno sentire la tensione sessuale e i continui colpi di scena di queste storie.
Forse ho davvero smesso di leggere le storie d'amore sdolcinate, dedicandomi ad un po' di sano se**o e di vita sfrenata del college, che è un po' la vita a cui sono vicino anch'io adesso che frequento l'università lontano da casa (confessione azzardata).
Non giudicatemi per questo, mi sto già nascondendo sotto le coperte, tenendomi lontano dallo specchio.
Ma chi sono diventato? (Risposta: boh!)

Ringrazio Paolo per averci tenuto compagnia anche questo giovedì, al prossimo appuntamento libresco :)
SAVE THE DATE!  

5 commenti:

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