mercoledì 21 giugno 2017

BLOGTOUR "VORREI AVERE 16 ANNI"

Hello readers! Ecco la mia tappa del blogtour "Vorrei avere 16 anni" di Jessica Brody, edito da Mondadori. Sicuramente molti di voi già conosceranno la Brody, questo romanzo è veramente una lettura piacevole e disimpegnata, con delle finalità morali.
A dodici anni Addie Bell non ne può più della sua migliore amica Grace e dei suoi giochi infantili: non vede l’ora di avere sedici anni, come sua sorella, che guida la macchina, ha il cellulare e un ragazzo. 
Un giorno una vicina di casa un po’ stramba le dona un misterioso Scrigno dei Sogni Segreti in grado di realizzare i desideri. E la mattina dopo Addie si risveglia, di colpo, sedicenne...

LA MIA TAPPA E': SE AVESSI 16 ANNI.
Beh, chi meglio di me può parlarvene? Avendo 17 anni e quindi essendo vicinissima a questa fascia di età posso senz'altro svelarvi tutti i desideri/sogni delle 16enni.
Quando avevo 11\12 non vedevo l'ora di arrivare ai 16. Credevo che fosse l'età giusta. 
  • L'età per avere un ragazzo, 
  • L'età in cui avrei frequentato il liceo e mi sarei fatta nuovi amici,
  • In cui avrei avuto l'ultimo modello di i-phone. 
  • L'età per fare le cavolate più assurde, perdere gli autobus, fare tardi la sera.
  • L'età in cui partecipare alle feste più belle e tornare a casa solo dopo aver visto l'alba.
(Niente di più illusorio). 
Quando si entra in piena fase di adolescenza, quindi intorno ai 12 anni, si inizia a credere che l'età migliore sia sempre quella che non si ha; ci si proietta verso il futuro non pensando a coltivare il nostro presente.
*per la cronaca ho finito il quarto anno di liceo delle scienze umane, quindi vi sorbirete qualche nozione di psicologia allo stato puro*
Durante questa età si entra in contrasto con i genitori, solo per il semplice gusto di farlo. Mentre quando eravamo piccoli vedevamo in loro una fonte di ispirazione e pensavamo fossero perfetti, ora invece non è più così, cerchiamo di crearci una nostra identità in opposizione alla loro, proprio per differenziarci, per mettere in chiaro che abbiamo interessi diversi. Ci "allontaniamo" dal nucleo famigliare per dirigere l'attenzione verso il "gruppo dei pari". Sono quest'ultimi a dettare le "leggi" che posso riguardare aspetti superficiali come il modo di vestire, il linguaggio da usare, ma anche aspetti più profondi, come i valori, la sincerità etc...
Se, ad esempio, prendiamo una scelta sbagliata e i nostri genitori la disapprovano totalmente, mentre i nostri coetanei l'approvano e ci danno coraggio, ci sentiamo più forti. Ci sentiamo anche più sollevati nel parlare e scambiare confidenze con il nostro gruppo di pari, poichè loro stessi, in prima persona, stanno vivendo il nostro stesso periodo, attraversando le nostre stesse difficoltà, quindi ci sentiamo confortati.
Se dovessi parlare con una "me" futura, magari venticinquenne o trentenne, e dovessi chiederle "dimmi un po' che faresti se avessi 16 anni" beh sicuramente risponderei di cogliere tutte le esperienze positive che la vita e la gioventù possono donarmi. Mi direbbe di carpire l'importanza della scuola e di non sottovalutarla e di accettare con entusiasmo gli eventi educativi che ci vengono proposti che hanno se posso sembrare "pallosi" in realtà potrebbero essere delle occasioni irripetibili. Mi darebbe un consiglio fondamentale: divertirmi in modo sano, che fidarsi e bene e non fidarsi è meglio, e che di amici nei puoi avere tanti, ma gli Amici quelli veri li potrai sempre contare sulle dita di una mano.

E adesso una domanda la faccio io a voi... Che faresti se avessi 16 anni?

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