giovedì 24 novembre 2016

Hello readers! Oggi vi progono una nuova intervista! L'autrice è Monica Talea, giornalista di grande talento e con una passione smisurata per la scrittura :) conosciamola meglio...
1. Hai scritto diversi libri, cosa ti spinge a iniziare una nuova storia? Riesci a distaccarti dai personaggi della storia precedente?
Inizio a scrivere dietro sollecitazione esterna, come penso accada alla maggior parte degli scrittori. Per fare un esempio: Le Note dell'Anima – da poco disponibile su Amazon – è una storia nata dopo aver ascoltato un concerto di Giovanni Allevi l'estate scorsa, in Toscana. Rapita da quell'esibizione, ho sentito subito che avrei scritto un libro con un pianista come protagonista. Altre volte, invece, scrivo per addolcire la realtà, per trasformarla in qualcosa di bello. Come nel caso di Seconda Chance a New York e Your Passion The Way.  Di solito, passare da una storia a un'altra è per me abbastanza semplice. Ogni libro è una parte di me, della mia vita, ma mi ritengo in continuo divenire. Mi piace guardare avanti senza dimenticare, però, le cose fatte.
2. Due buoni motivi per leggere “Dottore non mi innamoro”.
Il primo: se volete una storia che vi strappi qualche sorriso facendovi, però, anche riflettere. Se volete scoprire un lato diverso di me, più leggero. Ho trovato estremamente rilassante e liberatorio scrivere questo chicklit e non è escluso che mi cimenti ancora nel genere in futuro.
3. Seconda chance a New York è il tuo secondo romanzo. Descrivici in tre parole Peter.
Peter è un talent scout. Si occupa di arte e scopre il grande talento di Jenny a Dublino. Determinato, sensibile, attento, incisivo.
4. Per te New York, così come per Jenny, è una città magica?
Ho avuto modo di visitare New York anni fa. Ne sono rimasta affascinata: una metropoli molto diversa dalle nostre città europee, soprattutto, piena di opportunità. New York non dorme mai, non si ferma mai. Là, un talento può trovare i giusti spazi. Almeno così sono portata a credere. Per questo ho spostato la storia, a un certo punto, in America.
5. Su una scala da 1 a 5 quanto ti rivedi in Linda?
Linda ha molto di me: il percorso di studi tanto per cominciare. Sono laureata in Lettere Classiche Indirizzo Archeologico e l'esperienza di scavo che descrivo appartiene a quello che, per anni, è stato il mio mondo. Come me, Linda è rigida nelle proprie posizioni, porta rancore se ferita, ma ha un grande cuore e può anche cambiare idea. Da 1 a 5, 5.

6. Cosa provi quando ricevi tra le mani la prima copia di un tuo nuovo romanzo?
Devo ammettere che è un momento bellissimo, ma a quel momento ne preferisco un altro. Quando sento uno stop magico che mi dice: Monica, fermati. Significa che il libro è terminato, ha raggiunto un punto perfetto di equilibrio, mio naturalmente, che non posso e non devo alterare aggiungendo altre parole.
7. Per te quali sono gli elementi necessari per creare una nuova storia?
Serve avere una sollecitazione esterna, come dicevo: un'emozione intensa che mi suggerisca uno spunto da cui partire o un'esigenza interiore. Your Passion The Way - che diverse blogger stanno leggendo in questo momento - è nato per me stessa, per infondermi coraggio nei momenti più bui della crisi economica alcuni anni fa. Una storia di rinascita che ha fatto bene prima di tutto a me scrivere e che spero serva ad altre.
8. Ci sono stati dei momenti in cui hai pensato di gettare la spugna? Non sono una che si arrende, anche se devo ammettere che le attese sono state lunghe. Troppo lunghe. Poi, le conferme sono arrivate tutte insieme, ma sono andata io a cercarle. Ho inviato Seconda Chance a New York in giro per raccogliere pareri qualificati. Bussate alle porte, se nessuno vi apre. Se fossero arrivati giudizi negativi, ne avrei preso atto.
9. Se tu, Monica, fossi stata al posto di Anthony avresti preso le sue stesse decisioni? Oppure ti saresti comportata diversamente? Anthony agisce per senso di responsabilità e fa la cosa che ritiene giusta in quel momento. Mette da parte se stesso per un bene superiore. Alla domanda se avrei fatto la stessa cosa, non so risponderti. Credo che la sua sia stata una scelta dolorosa.
10. Cosa rappresenta per te scrivere? Raccontaci un po’ di Monica. La scrittura è una forma di costruzione straordinaria.
Lo scrittore ha completo controllo della storia e deve sdoppiarsi, dividersi vestendo i panni dei personaggi che decide di creare. Deve rispettarne la psicologia, sondarne i sentimenti.
Si attinge dalla vita, dalle esperienze belle e, forse, ancora di più da quelle che lo sono meno. Scrivo in modo semplice e lineare, un insegnamento che mi viene dal fatto di essere una giornalista. I miei testi non sono ponderosi. Adoro le parti dialogate.
La scrittura è un gesto di amore, sempre.



RINGRAZIO MOLTISSIMO MONICA PER LA SUA SIMPATIA! ANDATE A DARE UN'OCCHIATA SUL SUO PROFILO!
BACI


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