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venerdì 20 aprile 2018

# #ADESSOSCRIVOIO # RECENSIONE

RECENSIONE "PICCOLI SUICIDI TRA AMICI" di Arto Paasilinna - #ADESSOSCRIVOIO


Hello readers, oggi la nostra contributors Irene ci parlerà di un romanzo che le sta particolarmente a cuore. Avete mai sentito parlare di PICCOLI SUICIDI TRA AMICI? Venite con noi alla scoperta di questo curioso libro!






Titolo: Piccoli suicidi tra amici
Autore: Arto Paasilinna (Finlandia)
Casa Editrice: Iperborea
Prezzo di copertina: 17,00€
Prima edizione: 1990
Genere: Romanzo
Voto personale: 8/10
LINK DIRETTO ALL'ACQUISTO
Sinossi: Un bel mattino Onni Rellonen, piccolo imprenditore in crisi, e il colonnello Hermanni Kemppainen, vedovo inconsolabile, decidono di suicidarsi. Il caso vuole che i due uomini scelgano lo stesso granaio per mettere fine ai loro giorni. Importunati dall'incontro fortuito, rinunciano al comune proposito e si mettono a parlare dei motivi che li hanno spinti alla tragica decisione. Pensano allora di fondare un'associazione dove gli aspiranti suicidi potranno conoscersi e discutere dei loro problemi. Pubblicano un annuncio sul giornale. Il successo non si fa attendere, le adesioni sono più di seicento. Dopo un incontro al ristorante, decidono di noleggiare un autobus e di partire insieme. Inizia così un folle viaggio attraverso la Finlandia...
About the author:Scrittore finlandese, con un passato da giornalista, poeta e guardiaboschi; autore-culto in Finlandia, dove ogni suo libro supera sempre le 100.000 copie: uno dei pochi scrittori finlandesi che vive unicamente della sua penna. 
Molto amato all’estero per il suo humour travolgente, quella capacità tutta finlandese di raccontare ridendo anche le storie più tragiche, ha pubblicato finora più di trenta romanzi, oltre a pièces teatrali e sceneggiature. 
Nel 1994 gli è stato conferito in Italia il Premio Acerbi per L’anno della lepre, romanzo che ha superato le 100.000 copie e dal quale sono stati prodotti due film.
Vive alternando alla Lapponia e a Helsinki le sue sempre più frequenti tappe nei paesi più assolati del Sud, spesso anche in Italia.
Parte della sua produzione è stata tradotta in 45 lingue.
I libri di Paasilinna generalmente riflettono la vita comune finlandese, con uno stile impregnato di forte humour. Nelle sue opere traspare anche la difesa dell'ambiente e della vita naturale.



“Piccoli suicidi tra amici” è un libro di Arto Paasilinna (autore finlandese nato nel 1942). Questo romanzo è stato abbastanza discusso, e ho sentito parecchi pareri contrastanti; infatti il pubblico si è diviso tra chi l’ha amato e chi, invece, odiato (ho trovato poche vie di mezzo). A me, personalmente, è piaciuto tantissimo.
La trama è molto originale, anche nella sua semplicità. La storia inizia con il suicidio, o meglio, il tentato suicidio, di Onni Rellonen. Egli trova in un fienile, posto isolato e adatto a un’azione tanto estrema e solitaria, il luogo giusto per morire; se non che, nella stessa zona, incontra un altro uomo, il colonnello Hermanni Kemppainen, che si stava per impiccare. I due aspiranti suicidi, di comune accordo, decidono di non commettere più l’estremo atto, ma, quantomeno, di rimandarlo, avendo trovato un sostegno nell’amicizia dell’altro. Mettono su un giornale un annuncio, per trovare altre persone che, come loro, sono tanto disperate da essere al  punto di suicidarsi. Si organizzano, così, con questi, creando un gruppo anche abbastanza numeroso. Decidono di attuare un suicidio collettivo, ritenuto meno misero di quello solitario. Iniziano, allora, a girare la Finlandia e l’Europa, in cerca del luogo perfetto per ammazzarsi.

Se i personaggi principali sembrano essere due, in realtà, con l’evolversi del romanzo, diventano molti di più; infatti alla vita di Onni e Hermanni si intrecciano tutte quelle degli altri aspiranti suicidi. Consiglio, per chi vorrà leggerlo, di farsi una piccola lista di nomi, per ricordarseli più facilmente, soprattutto perché, essendo in finlandese, hanno una notevole difficoltà anche solo nella semplice lettura, immaginate, quindi, quanto sia faticoso collegare un nome a una precisa esperienza di vita (io personalmente ho persi parecchi personaggi per strada, comunque quelli più importanti si ricordano senza difficoltà). Ho apprezzato particolarmente che ci fosse questo grande gruppo, che, seppur fatto di persone molto diverse, con situazioni, esperienze e un vissuto completamente differenti, si trovassero insieme e avessero pensato  alla stessa soluzione per le loro sofferenze. Credo che, in qualsiasi situazione, sapere che ci sono altri che, in un qualche modo, nella loro diversità, sono “come te” sia di aiuto e di conforto.

I temi trattati sono principalmente quelli del suicidio, della sofferenza e del viaggio. I primi due non sono, però, affrontati in modo pesante e ansiogeno; infatti Paasilinna riesce con notevole abilità a essere ironico e a creare situazioni, in un certo senso, divertenti. Ho spesso sorriso leggendo questo libro, nonostante, molte volte, ciò mi creasse una sensazione dolce-amara. Sicuramente questa caratteristica può non piacere a tutti, ma l’ironia è tanto sottile da non risultare volgare o fastidiosa. La morte è trattata quasi con superficialità, ma è proprio in questo modo che Paasilinna riesce a indagarla a fondo.
“Piccoli suicidi tra amici” è un inno alla vita a partire dalla morte, analizzata come una cosa sciocca, grottesca quasi; chi avrà il coraggio di suicidarsi, dopo aver letto l’assurdità realistica di questo romanzo? (in questa domanda retorica mi ricollego alla Postfazione, di Diego Marani, molto ben curata, che vi consiglio di leggere, una volta terminato il libro). Quest’opera è un inno alla vita veramente vissuta, e non all’esistenza piatta, senza stimoli,in cui, alla fine, ci si ritrova paradossalmente morti. Mi è piaciuta la visione della morte, che si evolve nel libro, con i personaggi e il lettore stesso: inizialmente è qualcosa di estremamente solitario, che ha bisogno della più completa tranquillità, ma, alla fine, è presentata come un atto comunitario, che riguarda anche altre persone. Ho trovato molti spunti su cui riflettere.
Lo stile è molto semplice: i capitoli sono brevi (circa una decina di pagine l’uno), e scorrono veloci. La seconda parte, forse, è quella che si legge con più difficoltà e meno voracità della prima, anche perché la conclusione è abbastanza prevedibile e si intuisce già dal primo capitolo.

È un libro che a me è piaciuto molto, nonostante fossi partita con aspettative diverse. Non è perfetto e non è sicuramente il libro della vita, ma mi ha fatto ragionare e appassionare. Senza dubbio leggerò altro di questo geniale autore. Probabilmente non è una lettura adatta a tutti, visto che tratta tematiche comunque forti (anche se l’autore riesce a gestirle) e soprattutto per l’ironia di cui ho ampliamente parlato prima.

Vorrei lasciarvi con l’incipit del romanzo, il primo capoverso, la mia parte preferita. Ricordo che appena avevo letto questo pezzo avevo già intuito la genialità dell’autore e del libro.
“Il più formidabile nemico dei finlandesi è la malinconia, l’introversione, una sconfinata apatia. Un senso di gravezza aleggia su questo popolo sfortunato, tenendolo da migliaia di anni sotto il suo giogo, tingendone lo spirito di cupa seriosità. Il peso dell’afflizione è tale da indurre parecchi finlandesi a vedere nella morte l’unico sollievo. La malinconia è un avversario più spietato dell’Unione Sovietica.”

 Bibliofagia_Irene


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